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Chi Sono

LA MIA

FORMAZIONE


Dopo la laurea, conseguita a Palermo nel 1997, ho intrapreso la scuola quadriennale di specializzazione in psicoterapia cognitivo comportamentale presso l’Istututo Watson di Torino. Mi sono formata con il dr Enrico Rolla, la dott.ssa Marina Balbo, il dott. Davide Dettore e altri bravissimi docenti che operavano nell’Istituto. Dal 2002, anno in cui ho conseguito il titolo, faccio parte dell’AIAMC (Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del comportamento); dal 2017 sono accreditata presso EABCT (European Association for Behavioural and Cognitive Therapies).

Un lungo periodo in cui ho frequentato seminari, convegni mi ha separato dal 2015, anno in cui ho conseguito il master in psicodiagnosi clinica e forense presso LR psicologia – C.I.P.I. Centro Italiano di Psicodiagnostca Integrata di Roma.

L’incontro casuale con un collega che mi parla di EMDR riattiva la curiosità intellettuale e mi iscrivo al primo livello EMDR tenuto dalla dott.ssa Fernandez. Il mio approccio psicoterapeutico, si arricchisce così, di una tecnica che permette di “sciogliere” i nodi più profondi insiti nella nostra mente e che influiscono negativamente sulla nostra identità…Ho successivamente conseguito il secondo livello, frequentato molti seminari di approfondimento e dopo la supervisione con la dott.ssa Anna Rita Verardo di Roma ho conseguito terzo ed ultimo livello di "pratictioner".

La mia voglia di apprendere, però, è davvero tanta!!... Il bisogno di saper vedere anche da altre angolazioni, mi spinge verso il test Rorschach da cui rimango letteralmente “rapita”!!!.... Avevo già studiato il test secondo il metodo di siglatura Exner ma approdo al metodo della Scuola Romana Rorschach. Oggi faccio parte dell’Associazione Italiana di Psicodiagnostica Rorschach e Psicologia forense e utilizzo il test per le situazioni cliniche in cui è necessaria una valutazione psicodiagnostica più approfondita.

LE ESPERIENZE

LAVORATIVE

Ho iniziato sin da subito a svolgere attività clinica affiancandola alla collaborazione con le comunità alloggio per inabili psichici (CO.PRO.S. di Caltagirone dal 2003 al 2006), per donne in difficoltà ragazze madri (CASA NAZARETH di Grammichele dal 2005 al 2015), per minori (IL FAVO di Caltagirone dal 2010 al 2018).

Dal 2008 al 2014 ho avuto molti incarichi, anche di durata annuale, come consulente psicologa da parte del Distretto Socio Sanitario D13 di Caltagirone per l’area minori e famiglie.

Molta l’attività di formazione svolta nell’ambito dei progetti PON (Piano Operativo Nazionale) nelle scuole come docente per i corsi ai genitori e agli insegnanti, nel mio studio.

L’essere stata inserita dal 2014 nell’elenco regionale dei docenti per i corsi di formazione specifica in medicina generale della regione Sicilia, mi ha permesso di formare gli autisti soccorritori del 118 sulla “comunicazione in emergenza”.

L’APPROCCIO COGNITIVO

COMPORTAMENTALE


E’ un approccio psicoterapico che parte dal presupposto che per risolvere un problema psicologico bisogna individuare gli antecedenti cognitivi emotivi relazionali e le conseguenze, anch’esse cognitivo emotive relazionali, che determinano. L’assesment, ossia la valutazione che permette di capire cosa determina e mantiene il disturbo, andrà ad individuare gli schemi di base con cui il soggetto percepisce sé e il mondo, le idee irrazionali che determinano emozioni negative intense, le conseguenze che in qualche modo alimentano la problematica mediante l’evitamento di sofferenze ulteriori o il rinforzo di vantaggi secondari eventualmente presenti. Dopo avere “concettualizzato” il caso, la terapia prevede l’intervento integrato a livello cognitivo, emotivo e comportamentale. Si agisce, quindi, sulle eventuali criticità emerse a livello comportamentale attraverso l’esposizione per desensibilizzare gradualmente cioè per non provare più le emozioni negative (ad esempio paura rispetto ad una fobia), l’acquisizione di eventuali skills (abilità) deficitarie (es. migliorare la propria autostima), tecniche di autocontrollo, di rilassamento; il lavoro contemporaneo è a livello cognitivo emotivo: attraverso il colloquio, gli homeworks si interviene per modificare gli schemi disfunzionali, i pensieri irrazionali fonte di tanta sofferenza. L’APPROCCIO COGNITIVO COMPORTAMENTALE E’ UN METODO EVIDENCE BASED, ossia basato su evidenze scientifiche

L’EMDR: Eye Movement Desensitization and Reprocessing (desensibilizzazione attraverso i movimenti oculari)

E’ un trattamento psicoterapico scoperto per caso nel 1989 negli Stati Uniti da Francine Shapiro recentemente deceduta. Nella nostra esistenza siamo esposti alla possibilità di sperimentare traumi psicologici; essi vengono indicati come T (traumi con la t maiuscola) e t (traumi con la t minuscola). I primi sono quelli in cui viene minacciata la nostra integrità (incidenti stradali, terremoti, aggressioni, omicidi, suicidi di persone care, diagnosi infauste, ecc.); i secondi si riferiscono a delle esperienze poco rilevanti ma che in momenti di particolare vulnerabilità, nell’infanzia o perché ripetuti nel tempo possono minacciare la nostra identità. A volte la mente “ripara” da sola queste ferite (traumi); altre volte, invece non ce la fa; il trauma rimane incistato nella rete neurale e condiziona il nostro modo di essere, determina sofferenza psicologica. Dopo avere concettualizzato il caso, ossia raccolto tutte le informazioni necessarie per stilare un piano terapeutico, il paziente viene invitato a notare i pensieri le sensazioni fisiche e le immagini collegate all’esperienza traumatica; nel frattempo il terapeuta gli fa compiere dei semplici movimenti oculari o esegue dei tamburellamenti sulle sue mani (tapping). Tali stimolazioni hanno lo scopo di favorire una migliore comunicazione tra gli emisferi cerebrali e si basano su un processo neurofisiologico naturale, simile a quello che avviene nel sonno REM (fase del sonno in cui sogniamo); l’obiettivo i tali stimolazioni è quello di riattivare il nostro sistema innato di rielaborazione che l’evento soverchiante o ripetuto ha bloccato e di favorire la desensibilizzazione (ridurre o eliminare del tutto le reazioni emotive che determina) ed elaborazione di quanto vissuto. Anche l’EMDR è UN METODO EVIDENCE BASED, ossia basato su evidenze scientifiche.

LA PSICODIAGNOSI


Esistono numerosi strumenti che consentono di approfondire ulteriormente la valutazione di quanto emerso con il colloquio clinico e l’osservazione comportamentale. Ciò consente di avere un profilo psicologico accurato di funzionamento intrapsichico (come le varie parti della mia mente stanno in equilibrio, quale parte è preponderante? più problematica?) e interpsichico (Come interagisco con l’altro? Come la mia mente è in equilibrio con quella dell’altro? In che modo vivo l’altro, lo subisco? C’è un uso strumentale delle relazioni? Cerco la sua approvazione? Mi oriento più verso il suo soddisfacimento?).

Per raggiungere tale quadro di personalità, utilizzo prevalentemente il test Rorschach siglato secondo il metodo della Scuola Romana Rorschach. Faccio parte dell’Associazione Italiana di Psicodiagnostica Rorschach Clinico e Forense e ciò mi garantisce la costante supervisione e formazione nella lettura di un test così articolato e complesso. Quello che tecnicamente viene chiamato “psicogramma” lo elaboro mediante l’uso del programma I-Ror messo a punto dall’Associazione stessa e che tutela da eventuali errori di calcolo dei numerosi indici che vengono elaborati.

Utilizzo pure il test MMPI-2 rf che permette di misurare le principali caratteristiche di personalità e i disordini di tipo emotivo. Per lo scoring dei punteggi utilizzo la piattaforma Giunti testing che restituisce il profilo grafico ed i punteggi su cui verrà fatta la valutazione. Laddove necessario utilizzo i test Wisc e Wais per la la valutazione del livello cognitivo.

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Per raggiungere tale quadro di personalità, utilizzo prevalentemente il test Rorschach siglato secondo il metodo della Scuola Romana Rorschach. Faccio parte dell’Associazione Italiana di Psicodiagnostica Rorschach Clinico e Forense e ciò mi garantisce la costante supervisione e formazione nella lettura di un test così articolato e complesso. Quello che tecnicamente viene chiamato “psicogramma” lo elaboro mediante l’uso del programma I-Ror messo a punto dall’Associazione stessa e che tutela da eventuali errori di calcolo dei numerosi indici che vengono elaborati.


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